Il Sound Design nel cinema. Mirco Mencacci al PerSo.

Si è svolto al Balù, giovedì 28 settembre, un incontro con Mirco Mencacci, uno dei sound designer più accreditati del panorama internazionale. Una riflessione sul cinema e sull’immaginario sonoro.

L’incontro inizia con una domanda di Mirco Mencacci ai partecipanti: quale senso usiamo di più? La vista sembra la risposta giusta per tutti tranne che per Mirco. L’udito lavora a 360 gradi, di notte, definisce lo spazio, è il senso che porta più informazioni al cervello, molte più della vista. L’udito lavora in profondità, è il senso dell’allerta, già presente nel grembo materno descrive la realtà e il nostro rapporto con il mondo, in contatto diretto con l’amigdala, è il senso dell’istinto.

Presentazione: Mirco Mencacci ha firmato la supervisione di più di 400 film, è tra i sound designer più noti e richiesti del cinema italiano. Ha lavorato con Ferzan Ozpetek, Marco Tullio Giordana, Paolo Benvenuti, Antonioni, Yuri Arncarani e molti altri registi di primo piano nel panorama italiano. Ha un’etichetta discografica, S.A.M.world celebre a livello internazionale nel mondo della musica jazz. Inizia a registrare da bambino, la sua passione diventa professione nella post produzione, come un gambero ripercorre le problematiche del suono dalla partendo dalla fase finale il montaggio, passando attraverso la fonica sul set, fino alla progettazione del suono dalla sceneggiatura.

La potenzialità del suono nei film è enorme, ma è spesso messo in secondo piano, sempre più di servizio rispetto alla fotografia. A caccia di soluzioni, studia il suono, come renderlo più naturale, studia i microfoni, e molto prima dell’avvento del digitale sogna un sistema simile, in grado di scorporare e manipolare il suono.

Come ascoltiamo?

Per ricreare l’immersività, Mirco studia un sistema di cinque microfoni a stella, per captare il suono a 360 gradi, poi un sistema a undici microfoni, per il film di Ancarani usa dei microfoni da orchestra, in post produzione armonizza, scolpisce il suono, registra in stereofonia.

Cos’è il sound design?

Per il film di Paolo Benvenuti Puccini e la fanciulla, Mirco ha ricreato i suoni dell’epoca, il rumore delle barche sul lago, la fauna, fino alla caratterizzazione dei personaggi, attraverso i costumi. Il progetto di sound design di un film crea un immaginario sonoro che parla direttamente con l’inconscio dello spettatore, con le sue emozioni. Ancora poco conosciuto in Italia, il sound design grazie al digitale ha orizzonti di ricerca e sviluppo incredibili: come il falco che sorvola il deserto in The Challenge, non resta che spiegare le ali e librarsi attraverso nuovi orizzonti e prospettive.

 

Nadia Pasanisi

 

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