Un’altra realtà.

Dopotutto domani, è un altro giorno!: recitava Rossella O’Hara in Via col vento.
una frase cult diventata ormai, nell’immaginario collettivo, spunto di motivazione su cui “credere e/o sperare” per chiunque abbia avuto una giornata NO o che, addirittura, passi un periodo NO.

Incredibile come abbia attirato la mia attenzione, il protagonista del film, VIEJO CALAVERA, ambientato in Bolivia.
Elder Mamanì: un ragazzo allo sbando che vive tra problemi di alcolismo, vita notturna sfrenata e pericoli di qualsiasi genere.
Dopo la morte “accidentale” del padre, viene accolto in casa dalla nonna che ben presto gli trova lavoro in una miniera che però mollerà dopo dopo.

Tanti primi piani, tanti immagini, per me, crude, realtà che sono ben lontano dal nostro immaginario comune: povertà, rabbia, tristezza.
Un ragazzo a cui interessa ben poco che rimettersi sulla “retta via”, si lascia andare ad una vita lasciva, il tutto condito da una grande scoperta: colui che sembra essere uno degli uomini più vicini alla sua famiglia, il padrino Francisco, si scopre in realtà coinvolto con la morte improvvisa del padre. Tutto ciò getta ancora di più Elder nella confusione e nella frustrazione.
E’ alba. Un viaggio finale, un pick up decapottabile, capelli e forse, pensieri al vento, lo conducono alla pace e alla chiarezza della sua vita.
Anche lui starà pensando, domani è un altro giorno?

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