Una storia che viene, una storia che va…

Ci sono storie che fanno la Storia. Ci sono storie che fanno riflettere, che fanno emozionare, che fanno pensare, a volte piangere. Sono quelle storie che credevi lontane e che scopri così vicine, le stesse che avresti potuto vivere tu e che per caso, o forse fortuna, ti sei trovato a sfiorare, senza neanche accorgertene un istante. Sono queste le storie raccontate in questa terza giornata di PerSo, e tutte, nessuna esclusa, hanno toccato nel profondo l’animo di chi le ha lette e vissute grazie allo schermo e alle parole di chi ha trovato la forza di raccontare. Si parla d’amore perduto, come quella di una madre verso un figlio che non vedrà crescere mai, analizzato intimamente dallo sguardo attento di Teresa Paoli nel docufilm “Lamoreverticale”, si parla dell’amore che lega una comunità alla propria terra,  rappresentata dalla lotta dei cittadini di Panicale in “Noi siamo ancora qui” di Giacomo del Buono, si parla dell’amore verso le cose semplici della vita, che nascondono in sé il tesoro più grande, svelato solo a chi sa realmente guardare.

“Già il raccogliere è un gesto di cultura, salvare no? […] Strumento…forma…simbolo…come un passaggio da quello che è utile a quello che è inutile, ma bello…”

La scoperta di poter guardare con nuovi occhi, di poter dare alle cose una nuova vita, un nuovo significato, come succede a Luigi, il collezionista di ciottoli, protagonista de “La ricerca” di Giuseppe Petruzzellis, è ancora amore, quell’amore che nasce dalle inclinazioni più profonde dell’animo umano, che da libero sfogo a ciò che eravamo, che siamo, che vorremmo semplicemente essere. Ci sono storie vicine e storie lontane, storie che trovano tra le strade polverose di Tijuana il loro terreno fertile, in quelle case sottosopra il loro motivo d’essere e che spingono un gruppo di ragazzi a sognare oltre il confine. Amicizia e voglia di riscatto sono i due temi fondamentali di El Hogar al Revès, intensa ed emozionante opera della regista messicana Itzel Martínez del Cañizo, che tramite gli occhi e le vite di Gerardo, Omar e Santos ci ha trasportati nel mondo di quegli adolescenti costretti a crescere troppo in fretta. Il Méliès si è riempito oggi di storie. Quelle di tutti i giorni, storie di speranza, di paure, di uomini e di donne. Semplicemente storie. Quelle che vale davvero la pena di raccontare.

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