Storie di ordinaria…

Il PerSo è cultura del sociale. Tanti temi in questi primi giorni: l’autismo, il disagio giovanile, la solitudine, il malessere, i pregiudizi, l’amore, le separazioni, l’amicizia e poi la follia. Il Perugia Social Film Festival dedica a questo argomento una retrospettiva intitolata Il cinema della follia. I film sono fuori concorso ma non per questo suscitano meno attenzione da parte del pubblico. Il bello delle retrospettive sta nella visione spensierata perché non condizionata dal germe della competizione. E quando viene proiettato un film che racconta le storie di persone che hanno vissuto una vita non proprio semplice, allora ti verrebbe voglia di andare nei luoghi in cui è stato girato il documentario e abbracciare i protagonisti, fosse solo per il fatto che resistono nonostante il gran casino che gli è capitato oppure perchè sono maledettamente saggi e lucidi nelle loro dichiarazioni. E il film Per Ulisse di Giovanni Cioni, in replica mercoledì 23 al PostModernissimo di Perugia, ci ha permesso di fare amicizia con un fornito gruppo di picchiatelli (che nessuno si offenda! Tranquilli, uso questo termine con profondo affetto e innocente ironia, prendendolo in prestito da Randle Patrick McMurphy – Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo – che lo usa nella scena in cui incoraggia i suoi compagni a spassarsela durante un’esilarante gita in barca). Scusate ma il cinema fa questo effetto. Continui rimandi a immagini, scene e personaggi che hanno lasciato il segno nella tua esistenza.

Si parlava del documentario di Giovanni Cioni, ambientato nel Centro di socializzazione Ponterosso di Firenze. Il film segue la quotidianità di ex tossicodipendenti, persone uscite dal carcere, persone senza fissa dimora o in carico ai servizi di salute mentale. Come Ulisse che torna alla sua terra dopo innumerevoli peripezie, gli ospiti della struttura di accoglienza sono i naufraghi che tornano alla loro vita dopo viaggi nel buio. Si raccontano, suonano, cantano, camminano schiacciando foglie secche e nel mentre lo fanno raccontano a se stessi, al regista e a noi che proprio quel suono, lo scricchiolio delle foglie, ha segnato nella loro vita l’inizio del profondo malessere depressivo. Non perdetevelo!

Il tema della follia mi porta a segnalare un fatto di cronaca letto proprio questa mattina. Sì, lo so, forse andrò un po’ fuori gli schemi di scrittura ammessi in un blog ma vi assicuro, sarò breve. In Italia legge di riforma degli ospedali psichiatrici giudiziari, la n. 81 del 30 maggio 2014, stabiliva la chiusura dei cinque opg (Aversa, Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto, Reggio Emilia e Montelupo Fiorentino) entro marzo 2015. Ebbene ad oggi sono 226 le persone ancora internate nei cinque ospedali psichiatrici giudiziari italiani. Stop.

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